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Progetto sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi)

Rendicontazione primo lotto progettuale prot. 18904/gc/2015

Il progetto Handy Capp, finanziato con i fondi dell’8x1000 della Chiesa Valdese è stato pensato dall’Associazione Golfotrek per rendere accessibili i sentieri presenti sul nostro territorio ai disabili motori, visivi e con la sindrome di Down.

Il progetto si è espletato in tre fasi ben distinte, ognuna necessaria alla buona riuscita dello stesso, ma soprattutto per operare in sicurezza con le persone disabili al fine di trasformare esperienze escursionistiche in attività di tipo non solo ludico, ma sensoriale e con intento di integrazione sociale.

Il nostro territorio è caratterizzato da un carente sistema di servizi socio-sanitari che poco riescono ad incidere sul benessere delle persone con disabilità se non con approcci assistenziali che non permettono un reale percorso integrativo e che finiscono per isolare i cittadini con problematiche socio-sanitarie in realtà spesso costituite solo da rapporti familiari spesso nemmeno allargati. Il progetto Handy Capp si prefigge come principale obiettivo quello di sostenere percorsi di integrazione sociale “spessi”, che si sedimentino nel tempo e che, attraverso la comune passione per la natura, possano creare legami relazionali capaci di trasformarsi in rapporti sociali consolidati.

La volontà dell’Assocazione Golfotrek, realizzatasi solo grazie al supporto economico della Chiesa Valdese che, attraverso i fondi dell’8x1000 ha permesso la realizzazione di tale progetto, è quella di vivere il territorio a 360° e di renderlo fruibile da parte di tutti i cittadini residenti e ospiti, superando le differenze e abbattendo, anche idealmente e non solo fisicamente, le barriere che rendono spesso impossibile la possibilità di vivere esperienze comuni in grado di impegnare soprattutto la parte sensoriale e sociale.

Il progetto si è sviluppato in tre fasi principali , che hanno visto la partecipazione dei soci dell’Associazione, il coinvolgimento di soggetti terzi che hanno fornito competenze specifiche e la collaborazione con le amministrazioni locali.

Gli interventi strutturali: fase 1

La prima fase ha riguardato principalmente interventi di adeguamento dello storico sentiero “Apprezzami l’asino”, scelto come primo sentiero da adeguare alle esigenze progettuali. In particolare, il tratto interessato, di straordinario valore naturalistico e paesaggistico, è lungo circa 5km. Le opere necessarie per renderlo fruibile a persone diversamente abili sono consistite nell’allargamento dell’area di calpestio e nella realizzazione di pedane nei punti interessati dalla presenza di gradini in pietra. Il lavoro è stato svolto dai volontari dell’Associazione Golfotrek. Innanzitutto si è proceduto nella fase di recupero e valorizzazione delle staccionate presenti che delimitavano la parte di sentiero già esistente e che è caratterizzata da un piano di calpestio in cemento e da opere lignee per la sicurezza degli utenti.
Il sentiero presentava interi tratti di staccionata totalmente deteriorati a causa della esposizione alle intemperie e di atti di vandalismo.

L’intervento condotto dai nostri volontari è stato teso a salvaguardare tutto il tratto di staccionata esistente, cercando di recuperare i materiali in tutte quelle occasioni in cui era possibile farlo, e sostituendo invece i pali di legno con nuovi pali in castagno in quei casi in cui lo stato di deterioramento della struttura era tale da non rendere possibile il recupero. L’intervento ha visto la sostituzione di circa 230 pali di castagno e il recupero di altri 600 circa, lungo un percorso di oltre due km e mezzo. I volontari impegnati nella realizzazione di tale intervento sono stati più di 50 ed hanno messo a disposizione mezzi propri, o hanno utilizzato quelli in dotazione all’Associazione Golfotrek, realizzando l’intervento in meno di quattro settimane.

Nella fase di recupero delle opere lignee è stato necessario procedere al rifacimento di un intero ponticello in legno, pesantemente compromesso dall’azione degli agenti atmosferici e che era fonte di insicurezza per i fruitori di questa passeggiata naturalistica. È stato necessario sostituire le travi di sostegno e il tavolato di calpestio. Il lavoro, trattandosi di opera ingegneristica più complessa, è stato seguito da professionisti esperti, soci volontari dell’Associazione Golfotrek.

Il secondo lotto di lavori ci ha visti impegnati nella realizzazione e nel miglioramento di un secondo tratto di sentiero che si estende fino al Canale di Mezzanotte. È bene ricordare che si tratta i un sentiero di collegamento tra la città di Sapri e la vicina frazione di Acquafredda di Maratea utilizzato fino alla metà dell’800 e poi caduto in disuso. L’azione dei volontari di Golfotrek è stata quella di recuperare gran parte del sentiero che era ormai interessato da rovi ed erbacce e in alcuni tratti presentava piccole frane dei muretti a secco di sostegno..

L’opera si è concentrata in una prima fase di pulizia dalle erbacce e dalle pietre che interessavano il piano di calpestio del sentiero e in una seconda fase di ampliamento dello stesso e di sistemazione in condizioni di sicurezza. È bene ricordare, inoltre, che alla realizzazione di tale intervento hanno partecipato esperti professionisti quali ingegneri, geometri, geologi e agronomi che sono soci dell’Associazione e che hanno prestato la propria opera gratuitamente. Di seguito riportiamo alcune foto che mostrano come si presenta il sentiero oggi in tutta la seconda parte, quella interessata quindi dall’intervento di recupero dall’oblio e che costituisce anche la parte più panoramica ed affascinante da un punto di vista escursionistico e che garantisce maggiori e più profonde emozioni ai disabili che hanno partecipato e che parteciperanno in futuro alle escursioni.

Il sentiero si estende quindi ulteriormente di altri 2,5 km circa, arrivando oltre i confini regionali ed attraversando il suggestivo Canale di Mezzanotte, confine geografico tra Campania e Basilicata. L’intervento proposto ha visto la necessità di acquisire una serie di materiali per la realizzazione delle opere descritte, beni acquisiti grazie al contributo della Chiesa Valdese che ha approvato la nostra progettualità, sostenendola con i fondi dell’8x1000.

La formazione: fase 2

La seconda fase è stata caratterizzata da un periodo di formazione, gestito dall’Associazione Golfotrek, ma al quale hanno preso parte esperti del settore sociale che hanno messo a disposizione le proprie competenze al fine di trasmettere conoscenza ai partecipanti al corso di formazione. In particolare si sono affrontati quattro moduli formativi: tre dedicati alle disabilità di diverso tipo (motoria, visiva e sindrome di Down), un quarto intervento di formazione si è sviluppato attraverso un approccio pratico, incentrato sulle modalità di utilizzo dei supporti tecnici per l’accompagnamento (in particolare l’utilizzo della Joelette) e sulle tecniche di accompagnamento su sentiero dei disabili visivi e con Sindrome di Down.

Le lezioni, sviluppatesi in 7 incontri hanno visto la partecipazione di 35 soci dell’Associazione Golfotrek, aventi la qualifica di accompagnatore regionale rilasciato dalla FIE (Federaione Italiana Escursionismo).
Si è trattato di esperienze formative molto intense, soprattutto dal punto di vista emotivo e sensoriale e che hanno dato la possibilità ai partecipanti al corso di entrare in contato con realtà diffuse, ma che spesso non si vivono quotidianamente o che restano confinate a livello familiare.

Le escursioni: fase 3

La fase tre, in itinere, è una fase che non prevede una fine e si svilupperà nel corso delle attività della Associazione Golfotrek, che ha inteso prevedere l’organizzazione di escursioni adatte alla disabilità con cadenza mensile e che entrano a tutti gli effetti nel calendario ufficiale della associazione. Oltre ai classici canali di sponsorizzazione delle attività, l’Associazione Golfotrek ha inteso sottoscrivere un Protocollo di intesa con il Piano Sociale di Zona per facilitare l’accesso al progetto da parte dei cittadini con disabilità del territorio.

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